ANICCA VATA SANKHARA
ANICCA VATA SANKHARA

Anapana: la consapevolezza del respiro

La Meditazione Anapana e La Fondazione della Creatività: <<La non-mente non pensa non-pensieri a proposito di nessuna cosa.>> John Coleman

Anapanasati (la respirazione consapevole)

di John Coleman

 

La cosa più ovvia per me e per tutti voi è il processo della respirazione. Il naso è una parte prominente del corpo. L'espirazione e l'inspirazione toccano sempre le narici. Le narici sono la parte sensibile del naso che l'espirazione e l'inspirazione toccano mentre vanno dentro e fuori. In altre parole: l'elemento vento, o elemento di movimento, entra in contatto con le narici, producendo una sensazione. L'elemento vento e insieme le narici sono Rupa (la materia), ed è Nama (la mente) che conosce, sente e/o sperimenta il contatto, o sensazione. Siate consapevoli delle narici. Uno conosce la sensazione dell'inspirazione. Uno conosce la sensazione dell'espirazione. Riconoscete l'inspirazione e l'espirazione e non vi sarà possibilità di sorgere per l'avidità, l'odio e l'ignoranza. I fuochi di questi ostacoli saranno estinti e il risultato sarà calma e pace della mente.

 

Non si può conoscere la sensazione prima che avvenga il contatto. Non si può più conoscere la sensazione mentre il contatto è scomparso. Uno deve prendere nota del contatto reale. Questo è chiamato 'presente immediato' (la realtà del momento presente).

 

Se sarete consapevoli del contatto del respiro sulle narici, voi realizzerete che ci sono soltanto mente e materia. Oltre a mente e materia, non c'è una tale cosa chiamata Io o il Sè. Attenzione al contatto che si produce lì, tra l'elemento vento (il respiro) e la punta del naso, per sapere che non esiste una cosa come l'ego, il Sè o l'anima (Anatta). Ci sono soltanto mente e materia.

 

traduzione Mario Amati

© tutti i diritti riservati

Mantenete sempre in mente la vostra aspirazione

di John Coleman

 

Mantenete sempre in mente la vostra aspirazione verso Nibbana, l’obbiettivo più luminoso. Ogni volta che inspiriamo ed espiriamo, l’aria che entra e quella che esce tocca la superficie della pelle da qualche parte dentro o vicino alle narici. I tessuti nervosi nella pelle e nella carne registrano il tocco dell’aria. In questo processo, il tocco delle entità (l’aria – il corpo) sono materia. L’entità che conosce il tocco è mente. Ci sono mente e materia. Ci sono nama e rupa.

 

Osservate la vostra respirazione e scoprirete nama e rupa da voi stessi. Quando l’aria entra, toccherà. Quando l’aria va fuori, toccherà. La frizione dell’aria spazzola la superficie della pelle sul punto di contatto, stimola i tessuti nervosi nel corpo, risultando in una sensazione, un sentimento, un’esperienza di tocco. Può darsi che potete sentire l’aria fresca che tocca la pelle mentre inalate. Quest’aria fresca stimola i tessuti nervosi con una fresca sensazione mentre l’inalazione tocca. Può darsi che mentre espiriamo possiamo sentire la condizione calda dell’aria che ha lasciato i polmoni e tocca il punto mentre noi esaliamo, risultando così in una condizione di calda sensazione. Se continuamente comprendete questo tocco, allora attaccamento, avversione e delusione non avranno l’opportunità di nascere e i fuochi della cupidigia, rabbia e ignoranza si spegneranno.

 

traduzione Mario Amati

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Il Karma dominante

I giusti pensieri

di John Coleman

 

I giusti pensieri sono la strutturazione temporanea delle forze mentali delle quali l’uomo fa buon uso per la risoluzione e l’implementazione dei problemi pratici come costruire una casa o andare a fare acquisti. E’ questa abilità di pensare e ragionare che eleva l’uomo sugli animali. Sfortunatamente l’uomo ha male interpretato e confuso la natura e l’appropriata funzione dei pensieri, dando con la memoria una continuità ai pensieri, creando così l’illusione di un Sé. E’ questa illusione del Sé che è la causa di tutta la nostra sofferenza.

 

L’uomo può strutturare i pensieri per risolvere problemi pratici senza creare l'illusione del sé derivante dall’abuso della mente, che causa molti più problemi di quelli che siano risolvibili? C’è un pensare temporaneo e temporanei pensieri (il pensare corretto). C’è un pensatore che pensa costantemente dei pensieri per supportare il pensatore che sta pensando più pensieri per supportare il pensatore (Che miseria ... è il modo di pensare sbagliato!). Stanno ambedue costantemente cadendo a pezzi. Pensatore e pensiero sono una cosa sola. Simultaneamente, con l’aiuto della giusta concentrazione sviluppata con la meditazione Anapana e la giusta consapevolezza sviluppata con la meditazione Vipassana, le sensazioni (o Sankhara) sono consumate, estinte ed esaurite. Quando tutti i Sankhara sono consumati le sensazioni sono estinte, permettendo la simultanea consapevolezza di Annica, Dukkha e Anatta insieme.

 

Prima della totale consunzione di tutti i Sankhara accumulati c’è la tendenza ad avere alcuni fastidi (dolore o scomodità) qua e là, che dobbiamo sopportare con tutta la grazia, distacco ed equanimità che possiamo radunare. Dovremmo fare una nota mentale oggettiva di riconoscimento riguardo queste occorrenze – dolore, dolore – (non io sento dolore) e sopportare con diligenza, perseveranza, pazienza e tolleranza. A questo punto, quando tutti i Sankhara sono consumati per mezzo della consapevolezza di Annica, Dukkha e Anatta arriveremo alla fine della sofferenza. L’ignoranza di Annica, Dukkha e Anatta (impermanenza, insoddisfazione e vacuità) si risolve in attaccamento e avversione, che è sofferenza. Annica è cancellata nella continuità. Dukkha è cancellata nel movimento del corpo. Anatta è cancellata dalla compattezza. A causa della mancanza di giusta concentrazione (chiarezza di percezione – menti che sono allerta e silenziose) cioè l’illusione del Sé, si creano l’inganno di una mente e di un corpo autosufficienti. Con lo sviluppo della concentrazione diretta verso la consapevolezza delle sensazioni del corpo, l’illusione di una continuità è rivelata (Annica).

 

Il corpo, rimanendo fermo, si espone la realtà della sofferenza (Dukkha). Quando Annica e Dukkha sono sperimentate simultaneamente nelle sensazioni, sentimenti ed esperienze di pensiero, la sofferenza inizia a dissolversi e andare via. Noi realizziamo che tutte le sensazioni sono sofferenza che deriva dalle azioni precedenti  – buone o cattive – che creano una forza attiva chiamata Sankhara o Kamma. Perciò esiste un’accumulazione di Sankhara (o Kamma) per ognuno di noi, che risulta nella percezione di una gamma di sensazioni che vanno dall’agonia all’estasi, che in realtà sono tutte forme di sofferenza. Come Annica e Dukkha sono sperimentate … (fine del testo in Inglese)

 

traduzione Mario Amati

© tutti i diritti riservati

<<Più tempo spendiamo nella realtà: il respiro reale che tocca il punto reale, più vicini arriveremo alla verità e la verità ci renderà liberi dalla sofferenza>> John Coleman

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