ANICCA VATA SANKHARA
ANICCA VATA SANKHARA

Dukkha

di John Earl Coleman

 

Dukkha si riferisce all'implicita incapacità di soddisfare, all'incompletezza, l’imperfezione, l’insicurezza di tutti i fenomeni condizionati che, poiché cambiano sempre, sono sempre soggetti a causare sofferenza.

 

Dukkha, letteralmente, significa: intollerabile, insostenibile, difficilmente durevole, imperfetto, insoddisfacente, o incapace di procurare una perfetta felicità.

 

Dukkha si riferisce a tutte le forme di spiacevolezza: dai grossolani dolori corporei e alla sofferenza implicita nella vecchiaia, malattia e morte; fino a sentimenti sottili come quelli causati dall’essere separato da ciò che ci piace o unito a ciò che non ci piace, fino a raffinati stati mentali quali la monotonia, la noia, l’inquietudine, l’agitazione, ecc...

 

Questo è uno dei concetti più fraintesi e uno dei più importanti per lo sviluppo spirituale.

 

Per favore non fatemi morire, voglio stare meglio! Questo è il modo sbagliato di pensare, condurrà alla sofferenza. Se io recupero, recupero, se io muoio, muoio. Se io miglioro questo è bello, se non miglioro questo è bello.

 

Il Buddha insegnò che non c’è modo migliore per vincere la sofferenza che il notare: “questo non sono io”, “questo non è mio”. Questo è il metodo migliore.

 

Dobbiamo praticare senza pretendere punto niente. Se non vogliamo punto niente, che cosa avremo? Non avremo niente! Qualunque cosa voi otterrete è soltanto una causa di sofferenza, così pratichiamo senza ottenere niente, non praticando per andare nel Nirvana.

 

Cedete tutto, anche la pace. La pratica non è provare a ottenere qualsiasi cosa. Siate soltanto consapevoli di quello che è. Dovete avere pazienza e sopportazione.

 

Più a lungo vorrete diventare illuminati e mai sarete illuminati. Non cercate nient’altro. La pratica che conduce alla cessazione della sofferenza è di vedere che “questo non è il Sé”, “questo non è me, non è mio”.

 

Procedere è sofferenza, retrocedere è sofferenza e fermarsi è sofferenza, non andare avanti, non ritirarsi e non fermarsi … ogni cosa è lasciata?

 

Il corpo e la mente si fermano qui. C’è la fine della sofferenza.

 

traduzione Mario Amati

© tutti i diritti riservati

La Prima Nobile Verità / trad. Mario Amati
E' essenziale comprendere la Prima Nobile Verità del Buddha (Dukkha, la verità della sofferenza) ...
la prima nobile verità_it.pdf
Documento Adobe Acrobat [360.7 KB]
JC # La vita
La vita ... non grattare questo prurito. Abbi coraggio. Sii forte. Sii bravo, coraggioso. Consuma la malattia ...
la vita.pdf
Documento Adobe Acrobat [405.6 KB]
La vita è sofferenza / trad. Mario Amati
La vita è sofferenza, c'è solo sofferenza dalla quale non potete scappare, non potete correre via ...
la vita è sofferenza_it.pdf
Documento Adobe Acrobat [319.9 KB]
La Legge di Causa ed Effetto / trad. Mario Amati
Abbiamo grandi difficoltà ad accettare la Legge di Causa ed Effetto. Grandi difficoltà ad accettare il fatto che ...
la legge di causa ed effetto_it.pdf
Documento Adobe Acrobat [500.1 KB]
Perseveranza, sopportazione, resistenza / trad. Mario Amati
Stare fermi, seduti, camminare ma non sdraiarsi per un periodo di 24 ore senza dormire. Sulla ferma decisione di restare svegli per 24 ore ...
Perseveranza, sopportazione, resistenza.[...]
Documento Adobe Acrobat [417.7 KB]
Sofferenza e cessazione / trad. Mario Amati
La sofferenza contiene la propria cessazione. Prendete ogni opportunità disponibile per confrontarvi, sopportare, essere consapevoli ...
Sofferenza e cessazione.pdf
Documento Adobe Acrobat [577.5 KB]

PER ISCRIVERSI A UN RITIRO

Compilare e inviare il modulo

nella pagina: Registrazione ai Corsi

PER SCRIVERE UN MESSAGGIO

vipassana@momentum-vitae.it

PER TELEFONARE

+393294961705

Stampa Stampa | Mappa del sito Consiglia questa pagina Consiglia questa pagina
© www.momentum-vitae.it - Viale Carlo Zavagli 95 - 47921 Rimini