ANICCA VATA SANKHARA
ANICCA VATA SANKHARA
Thray Sithu U Ba Khin

Biografia compilata da Saddhamma Jotika – Dhaja, Sayagyi U Chit Tin

 

I primi anni

 

U Ba Khin nacque il 6 Marzo 1899 nella municipalità di Pazondaung, nella zona Est di Yangon. I suoi familiari erano U Paw, un mediatore di riso, e Daw Saw May che aiutava la famiglia vendendo mercanzia. Il suo quartiere di classe operaia delle fabbriche, magazzini di riso, e segherie non era un ambiente dove uno incontra gente ben educata o interlocutori d’Inglese, due prerequisiti per progredire nel Myanmar occupato dagli Inglesi. Egli partecipò nella scuola del monastero locale fino all’età di otto anni, quando s’iscrisse alla Scuola Metodista di Myanmar, con l’aiuto di un certo U Bar Bi, un anziano benefattore da una fattoria. Dall’inizio, Sayagyi si distinse negli studi, in parte dovuto alla sua memoria eccellente. Egli memorizzò molte delle sue lezioni – e il suo libro di grammatica Inglese – da copertina a copertina.  Egli si trovò primo in ogni classe e alla fine vinse la borsa di studio per frequentare la scuola d’alto grado all’Istituto San Paolo, una delle scuole più alte conosciute a Yangon. Lì ancora si trovò primo nella sua classe, ogni anno, e nel Marzo 1917 superò l’esame finale nell’Alta Scuola d’Inglese. Vinse la medaglia d’Oro Seewan alla Scuola di San Paolo e anche una borsa di studio scolastica (una delle venti messe in palio ogni anno in tutta Myanmar, con soltanto sei che andarono agli studenti del San Paolo, in quell’anno).

 

Ma U Ba Khin non frequentò l’Università. Sua madre era morta, suo padre era anziano e con poca salute, e lui non voleva essere un peso per la sua famiglia. Lavorò per un giornale locale, il Sun, per diversi mesi, e poi, nel Novembre 1917, accettò un posto come impiegato di grado inferiore nell’Ufficio della Ragioneria Generale dei Conti; è risaputo che per i cittadini di Myanmar la vita non fosse facile in questo ufficio durante gli anni prima che il Paese fosse amministrato separatamente dall’India (dopo il 1937). Quasi tutte le posizioni di grado superiore erano tenute dagli Indiani, e in alcuni dipartimenti, comunemente conosciuti come ‘Gli Uffici Indiani’, tutti i lavori erano tenuti dagli Indiani. Nell’insieme, la gente di Myanmar non era inclusa nelle cariche decisionali, gli erano concessi compiti meno responsabili, e di solito non erano privilegiati nella promozione. E’ un testamento alle sue abilità, e senza dubbio alla sua pazienza, che U Ba Khin fu in grado di avere successo in questo ambiente, soprattutto perché non aveva una laurea universitaria.

 

Egli non lasciò il suo successo al caso. Si applicò diligentemente ai suoi doveri e anche ad incrementare le sue qualifiche e competenze. Egli studiò e superò un numero di esami di ragioneria e divenne celebre nella sua divisione per la sua padronanza di varie regole e regolamenti (codici di contabilità, manuali, regole fondamentali sul servizio, norme e regolamenti di servizio civile), per varie applicazioni di queste regole (decisioni passate, opinioni, note), e per l’abilità di citare a memoria estratti da questo vasto corpo di conoscenza. Egli superò tutti gli esami dipartimentali e professionali, incluso l’esame sul Servizio di Contabilità Subordinata tenuto dal Governo Provinciale dell’India nel Novembre 1926, dove sopra gli fu fatto un ufficio di sovrintendenza. Undici anni più tardi, quando a Myanmar fu dato l’Ufficio Generale del revisore dei Conti, nell’Aprile 1937, Sayagyi fu fatto il primo Ufficiale Sovrintendente Generale, e due anni dopo questo, nel Febbraio 1941, lui fu promosso a Funzionario Contabile per la Commissione Birmana delle Ferrovie. Lui parlava un Inglese eccellente ed era tenuto in alta considerazione dai funzionari senior, molti dei quali erano europei.

 

Sayagyi e Sayagyi Saya Thetgyi

 

Il 1937 fu un anno propizio per Sayagyi. Non solo vide il suo incarico all’Ufficio Speciale di Sovrintendenza ma fu anche l’anno che lui fece il suo primo corso di meditazione Buddista, o, come egli stesso ricordò, l’anno dove egli iniziò a ‘meditare in accordo con l’insegnamento del Buddha’. Sayagyi era già stato attivo per diversi anni in varie società Buddiste, sia come socio, sia come funzionario. A causa della sua voce vigorosa, egli eccelleva nella recitazione e in questa disciplina sviluppò una reputazione e un seguito. Insieme a molta gente della Birmania, egli anche aveva iniziato a leggere i vari scritti del Ven.Ledi Saydaw, come ancora di più i suoi manuali e altri lavori che furono pubblicati. Sayagyi apparteneva anche all’Associazione per la Diffusione dell’Abhidhamma, con base alla Pagoda Sule, che patrocinava settimanalmente gruppi di discussione guidati da famosi studiosi dell’Abidhamma come U Hpo Hlain e U Aung. Un giorno, alla metà del 1930, il famoso Mohnyin Saydaw venne a Yangon per insegnare, e Sayagyi fu uno di quelli responsabili per organizzare l’evento e coordinare varie adunanze.

 

Anni dopo, Sayagyi ricordò questo periodo delle sua vita in una lettera a U Myat Kyaw, un vecchio amico che era stato medico di fiducia per le carceri. “Ti ricorderai”, scrisse Sayagyi “quando il mio buon prami mi guidò al Pathein Gaol per l’ispezione dei conti, io ammonii la guardia carceraria Maung Ba Yin di smettere di bere alcool, e imparai l’Abidhamma per la prima volta da uno dei detenuti della prigione. Dopo avere lentamente accumulato più parami, studiai l’Abidhamma Pitaka fino al Patthana[1], ritornando a Yangon, e dopo questo - il 1 Gennaio, 1937 [2]- iniziai a praticare tranquillità e visione profonda d’accordo con l’insegnamento del Buddha. Più tardi nel Dicembre 1936, Sayagyi accompagnò uno dei suoi parenti a casa di un amico, il maestro di scuola U Aye Maung, a partecipare ad una regola di uposatha. In quella occasione, Sayagyi apprese che due uomini stavano partendo per un ritiro di meditazione di 10 giorni, guidato da un certo Saya Thet che insegnava meditazione al suo centro in Pyawbwegyi, otto miglia a sud di Yangon. L’interesse di Sayagyi si accese, e quando ritornarono i due uomini, egli andò ancora a casa di U Aye Maung per informarsi circa la loro esperienza. Quando gli fu descritta Anapana, egli la provò sul punto, focalizzando l’attenzione sul suo respiro, e quasi subito una luce brillante nacque davanti al suo occhio mentale e lentamente si allargò. Sayagyi e U Aye Maung, che sapevano quanto il risultato fosse inusuale, rimasero sorpresi, e Sayagyi decise - allora e lì - di cercare Sayagyi Saya Tethgyi alla prima occasione e imparare la meditazione sotto la sua guida.

 

Diversi giorni dopo, nella mattina dell’8 Gennaio 1937,  prima di aver ricevuto il permesso scritto per lasciare il suo ufficio, Sayagyi lasciò casa sua e intraprese la strada verso il fiume Yangon. Sarebbe stato molto più facile aspettare e fare il viaggio verso Pyawbwegyi in Febbraio, dopo il raccolto del riso, e senza dubbio più saggio attendere il permesso scritto, ma Sayagyi era determinato ad agire. “Lui non non era mai stato ambizioso per l'avanzamento personale”, più tardi scrisse uno dei suoi discepoli, “ed egli andò, anche se stava rischiando il suo lavoro e, forse, la sua carriera”.[3]

 

La distanza verso il Centro di Sayagyi Saya Tethgyi era soltanto di poche miglia, ma il viaggio costò nove ore a Sayagyi. Egli partì alle 5:00 del mattino, prese un sampan che lo portò al villaggio di Pharsu all'ingresso del fiume Dala, un immissario che corre dentro lo Yangon dalla parte del Pyawbwegyi. Ormai era bassa marea e Sayagyi dovette fare il resto della strada a piedi, traversando le risaie, tenendo il suo sacco a pelo e le vettovaglie in alto, intanto che più volte affondava fino ai polpacci nel fango e nel limo lasciato dall'alta marea. Arrivò al Centro di Sayagyi Saya Tethgyi circa dopo le 2:00 del pomeriggio e fu accettato come uno dei quattro/cinque studenti del ritiro imminente. Per gli studenti, la prassi normale al Centro era di praticare anapana per sette giorni e soltanto dopo imparare vipassana. Ma il progresso di Sayagyi fu così rapido che a lui e un altro meditatore, un monaco dal nome di U Yugandara, fu data vipassanail mattino dopo che avevano incominciato la loro meditazione. Sayagyi ricordò che sentì immediatamente l’impermanenza (anicca) nel suo intero corpo e che lui e il suo compagno rimasero seduti fino a mezzanotte, il monaco riferisce che sentì come se tutto il suo corpo fosse stato legato con una corda. Quando Saya Tethgyi controllò i suoi studenti al mattino, rimase contento del progresso di Sayagyi e lo incoraggiò a praticare subito lungo sette giorni.

 

Alla fine di questo periodo, Sayagyi ottenne una profonda valutazione della pratica. Prima di lasciare il villaggio, Sayagyi andò con Saya Tethgyi a portare rispetto ad alcune vicine pagode e monasteri. In un monastero, sulla parte occidentale del villaggio, un forte vento si alzò appena arrivarono, e Sayagyi Saya Tethgyi si rivolse ai suoi allievi: “Ora avete sperimentato il Dhamma”. Lui disse a Sayagyi: “Non permettere che il vento ti scuota”[4]. Disse a Sayagyi di continuare con la pratica a casa sua, e da quella volta Sayagyi andò ogni anno a meditare e ricevere istruzioni sotto la guida del suo insegnante. Da parte sua, Sayagyi Saya Tethgyi avrebbe anche lui visitato Sayagyi a casa sua e dato discorsi sulDhamma. Sayagyi Saya Tethgyi in seguito espresse la sua convinzione che Sayagyi sarebbe stato destinato a diventare il tedoforo dopo che lo stesso Sayagyi Saya Tethgyi fosse scomparso. Al suo ritorno a Yangon, Sayagyi aveva paura di esser stato licenziato dal lavoro. Invece, aprì una lettera sulla sua scrivania per trovare che era stato promosso e diventò il primo Sovrintendente dell’Ufficio Speciale. Nei seguenti undici anni, dal 1937 al 1948, Sayagyi crebbe rapidamente attraverso i gradi – da Contabile Ufficiale dl Dipartimento delle Ferrovie di Myanmar nel 1941, Direttore della Contabilità e Revisione (1942/45), Assistente Ragioniere Generale (1945), e Vice Ragioniere Generale (1947). Il 4 Gennaio 1948, il giorno nel quale Myanmar ottenne la sua indipendenza dalla Britannia, Sayagyi fu designato Ragioniere Generale. 

 

1.   Patthana (Activations or Causes) deals with 24 conditions in relation to the matika: "Good dhamma is related to good dhamma by root condition", with details and numbers of answers.

2.   From a biography of Sayagyi U Ba Khin in the Myanmar language by U Ko Lay. All citations in the present work from the biography are from an unpublish (and unpaginated) English translation of selected passages hence forth referred to as “U Ko Lay, Biography”.

3.   Aneddoti 31

4.   U Ko Lai, biografia.

 

Incontrando Webu Sayadaw

 

La carriera spirituale di Sayagyi ha tenuto più che il passo con quella professionale. Una pietra miliare singolarmente importante accadde nel Luglio 1941 quando egli era ancora l’Ufficiale Contabile per le ferrovie Birmane. Lui doveva andare a ispezionare i conti della stazione a Myit Tha, ma trovò che un altro ufficiale aveva già revisionato questi libri, così ebbe la sua speciale carrozza trainata fino a Kyaukse, una cittadina distante trenta miglia a sud di Mandalay, dove progettava di trascorrere otto giorni recuperando dell’altro lavoro. A est della stazione si profilava la scura sagoma della montagna del Shwe Tha Lyaung che sembrava fare un cenno a Sayagyi, e così una mattina lui e il capostazione scalarono la montagna e porsero rispetto alla pagoda che si trovava vicino alla cima. Dal punto di vista, Sayagyi vide un piccolo monastero di capanne di bamboo verso il nord, ai piedi di Webu Hill. Sayagyi chiese a riguardo, e il capostazione rispose che era la residenza di un bhante (Signore) estremamente importante conosciuto come Webu Sayadaw, la gente locale credeva che fosse completamente risvegliato (un arahat). Sayagyi sentì un campanellino dentro di lui e volle immediatamente andare a porgere i suoi rispetti al Sayadaw.

 

Egli iniziò a discendere nella direzione del lontano monastero, ma il suo compagno disse che non era possibile raggiungere la piccola vallata da quella parte del Shwe Tha Lyaung; loro dovevano ritornare indietro per la via da dove erano arrivati e poi camminare intorno alla base della montagna.[1]“Il Sayadaw adesso non riceve visitatori.” Aggiunge l’assistente capostazione. “Vi accompagnerò nel vostro posto di pomeriggio.”[2]

 

In quel tempo il Venerabile Webu Sayadaw aveva 45 anni ed era già bikkhu da venticinque anni. Nato il 17 Febbraio 1896, nel piccolo villaggio di Ingyinbin, vicino a Shwebo (nella Birmania a nord), era stato ordinato novizio nel monastero locale, all’età di nove anni e fu chiamato Shin Kumara. Mentre è nel’usanza degli uomini Buddisti di ordinarsi nella loro giovinezza, la maggior parte ritornano alla vita laica dopo un periodo predeterminato. Shin Kumara decise di rimanere nella veste, comunque, e stare al monastero per ricevere un’educazione religiosa. Quando raggiunse i vent’anni, lui prese la più alta ordinazione, passando dallo stato di novizio a quello di monaco, e perciò fu chiamato U Kumara (Webu Sayadaw - il nobile maestro da Webu – fu un nome datogli più tardi dai suoi seguaci).

 

I monaci buddisti scelgono di seguire uno di queti due sentieri: possono studiare i testi Buddisti o le scritture oppure possono praticare la meditazione Buddista. Dopo la sua ordinazione, U Kumara andò avanti nella sua educazione al Monastero di Ma–Soyein in Mandalay, la migliore Università del tempo. Egli spese sette anni studiando le scritture Pali e poi decise di lasciare il monastero e metter in pratica quello che aveva imparato sulla meditazione. Mentre gli studenti monaci tendono a vivere nei centri di studio, dov’essi possono studiare e passare la loro conoscenza ai monaci più giovani, invece i monaci meditatori lasciano l’atmosfera affollata dei monasteri e si ritirano a vita solitaria nella foresta. Là essi vivono in isolamento, in una caverna o sotto un albero, incontrando altre persone soltanto nell’occasione del giro mattutino per l’elemosina. Webu Sayadaw scelse di intraprendere certe caretteristiche di un insieme particolarmente rigoroso d’austerità, conosciuto come le pratiche del Dhutanga, per rafforzare le sue meditazioni. Queste pratiche, che aiutano i monaci meditatori a combattere la pigrizia e l’indulgenza, includono il divieto di sdraiarsi, neanche per dormire. I monaci Dhutanga trascorrono la notte sedendo e meditando per sbarazzarsi della sonnolenza, e Webu Sayadaw lui stesso si dice che non si fosse mai sdraiato dal momento che prese le austerità. Lui insegnava che lo sforzo è la chiave per il successo, negli affari mondani e nella meditazione, e che dormire era una perdita di tempo. Dopo che Webu Sayadaw lasciò il monastero a Mandalay, trascorse quattro anni in solitudine e poi fece una breve visita nel suo luogo di nascita, Ingyinbin. Il suo ex-insegnante alla scuola del monastero chiese a Sayadaw d’insegnargli la meditazione, e lui fu felice di fargli un favore. “Questa è una scorciatoia per il Nibbana” lui diceva della sua tecnica di meditazione. “Chiunque può usarla. Essa si presta alle indagini ed è in accordo con gl’insegnamenti del Buddha come riportato nelle scritture. Essa è la via diretta verso il Nibbana”.[3]

 

Sayagyi e il Capostazione discesero dallo Shwe Tha Lyaung, ritornarono alla stazione e pranzarono. Dopo pranzo, Sayagyi meditò nella sua carrozza, concentrandosi con Metta verso Webu Sayadaw, e informandolo nella sua mente che aveva l’intenzione di arrivare quel pomeriggio e portargli rispetto. Alle Tre in punto, i due uomini si spinsero verso la Valle di Webu in un carro a cavalli, scendendo e continuando a piedi quando la strada diventava troppo difficile. Appena entrarono nella Valle, le loro menti divennero quiete e serene. Loro porsero rispetto oltrepassando la Pagoda Konawin, e poi arrivati alla casa dell’Ordinazione (sima) si imbatterono in due monache laiche che martellavano peperoncini. Loro chiesero se potevano portare rispetto a Webu Saydaw, però le monache replicarono che non era il momento. “Potete incontrarlo solamente all’orario della colazione”, loro dissero, “ e alla sera quando lui da il discorso”. Sayagyi replicò che non avevano bisogno di vedere il Sayadaw in persona e che lui sarebbe stato contento di portare rispetto fuori della dimora del monaco. Le monache indicarono una capanna di bambù nelle vicinanze, e Sayagyi andò avanti, si tolse i sandali, e si accovacciò a terra. Poi s’indirizzo al Sayadaw nella sua mente: “Discepoli da Yangon sono qua per porgere rispetto, Signore” [4]. La porta della capanna si aprì, le mosche sciamarono fuori, e Saydaw emerse. Con l’attenzione diretta al suo corpo - Sayagyi più tardi ricordò – e soltanto la consapevolezza di Anicca, Sayagyi porse il suo rispetto. “Che desiderio hai in mente mentre paghi il rispetto, grande discepolo laico?”, chiese il Sayadaw. “Signore, desidero ottenere il sentiero di sabbia degli Stati di Fruizione, Nibbana,” rispose Sayagyi. “Oh tu vuoi Nibbana,” disse il Sayadaw. “E come ci arriverai?”. “Signore, la via verso Nibbana è la conoscenza ottenuta attraverso Vipassana, panna. Io sto anche, in questo momento, dirigendo la mia mente verso la consapevolezza di Anicca.” “Sadhu, Sadhu, Sadhu (ben fatto),” disse il Sayadaw. “Come hai ricevuto questo Dhamma?” Sayagyi raccontò del suo insegnante, Sayagyi Saya Tethgyi, e disse che aveva meditato per quattro anni.  “Allora tu hai delle parami, grande discepolo laico,” Webu Sayadaw continuò. “Penso che tu devi avere trascorso un lungo periodo da solo nella foresta e là devi aver fatto grandi sforzi.”

 

Loro conversarono in questo modo per più di un ora, dopo la quale i due laici si lasciarono con la promessa di ritornare il giorno dopo per offrire il cibo del mattino. Durante quella occasione, il Sayadaw parlò a lungo del Dhamma, con Sayagyi e il suo compagno, molta la sorpresa della gente locale che disse di non aver mai visto il monaco parlare a lungo con chiunque. Alla fine del pasto, Webu Sayagyi consigliò Sayagyi. “Grande discepolo, devi dare il Dhamma, condividere il Dhamma che hai con ognuno. Non puoi essere sicuro che incontrerai ancora i discepoli che sono con te ora. Adesso che li hai incontrati dagli il Dhamma. Mostragli il Dhamma in qualche piccola misura. Non aspettare.” Sayagyi prese a cuore le parole e quella sera, ritornando alla stazione ferroviaria in Kyaukse, il capostazione diventò il suo primo studente. I due uomini stavano seduti sui tavoli nel compartimento-salotto della carrozza speciale di Sayagyi, e lui diede il Dhamma per la prima volta. La sua lunga carriera come maestro di meditazione, che si sarebbe allungata nei trent’anni a venire, era iniziata adesso.

 

1.   U Ko Lay, Biography;

2.   Roger Bischoff, trons, Selected Discourses of Webu Sayadaw 22;

3.   Roger Bischoff, Selected Discourses of Webu Sayadaw 06;

4.   Roger Bischoff, Selected Discourses of Webu Sayadaw 07; Ven.Webu Sayadaw was one approached by one of his preminent lay disciples, who asked: “Can one person contact another person through mind?”. The Saydaw replied in the affirmative: “Yes, when the levels of purity are the same. It is possible just as in the days of the Buddha”.

 

Gli anni della guerra

 

Poco dopo, il Myanmar divenne uno dei campi di battaglia della Seconda Guerra Mondiale. Gli Inglesi e molti degli Indiani erano fuggiti e adesso i Giapponesi occupavano il paese. Mentre Sayagyi ottenne numerosi incarichi aggiuntivi in quel periodo, incluso quello di addestrare molti ragionieri di Myanmar per rimpiazzare i molti indiani

dell’organizzazione che avevano lasciato, lui era ancora in grado di sostenere il suo lavoro nel Dhamma. Egli continuò a insegnare la meditazione ogni volta che ne trovava l’occasione, spesso a casa sua a Myoma Kyaung Road. Erano amici con persone molto importanti e ministri del consiglio che spesso visitavano la casa di Sayagyi e discutevano del Dhamma con lui. Ma Sayagyi sempre sottolineava che era la meditazione, la vera pratica del Dhamma, che alla fine contava, ed egli insegnava anapana a quegli uomini e a molti altri. In un’occasione, quando stava visitando Sayagyi Saya Tethgyi, diversi amici di Sayagyi lo accompagnarono e meditarono sotto il suo insegnamento per qualche giorno. Sayagyi li aiutò durante questo periodo e fu in grado di rispondere a molte delle loro domande. “Io vi posso incontrare soltanto al mattino e alla sera.” Sayagyi Saya Tethgyi disse agli uomini, “ma U Ba Khin sarà sempre disponibile. Così dovreste chiedere a lui ogni volta che nascono i problemi.”

 

Quando loro erano verso la partenza da Sayagyi Saya Tethgyi, lui gli diede un altro consiglio: “Accettate U Ba Khin come vostro infermiere,” lui disse. “Io sono come il dottore e non posso sempre essere vicino al paziente, ma l’infermiere può prendersi tenera cura del paziente per tutto il tempo. Ascoltate le sue parole del Dhamma. Potete contare sulla sua Sila, il suo Samadhi e la sua Panna.[1] In questo modo, Sayagyi Saya Tethgyi, come Webu Sayadaw prima di lui, approvò il ruolo d’insegnante di Sayagyi e in questo caso particolare creò a Sayagyi uno speciale status di chiarezza verso quelli che erano attualmente i suoi superiori nella gerarchia governativa. Nella primavera del 1945, Sayagyi Saya Tethgyi andò a Yangon per un trattamento medico, stando in un posto non distante da dove Sayagyi viveva allora in Lowis Road, adesso chiamata Inya Myaing Road, essendo un prolungamento stradale. Sayagyi voleva visitare il suo insegnante, ma era ricoverato per un’infezione all’occhio e il suo viso era gonfio. Nella notte Sayagyi Saya Tethgyi se ne andò, apparse in sogno a Sayagyi e gli chiese di fare un discorso Dhamma sul Cakkapavatana Sutta, - il Discorso della Messa in Moto della Ruota del Dhamma – (il primo sermone del Buddha dopo che diventò risvegliato). La mattina dopo, nel giorno di luna piena di Nathow [2], Sayagyi ricevette la triste notizia del decesso del suo Insegnante.

 

Uno dei discepoli di Sayagyi, che la prima volta lo incontrò durante la guerra, in seguito ricordò il suo grande coraggio durante quelle difficoltà e gli anni pericolosi, e la sua profonda fede nel Dhamma.Durante quel periodo: “Sayagyi U Tint Yee scrisse che c’erano raid giornalieri di bombe Britanniche, e ogni qualvolta suonavano gli allarmi dei raid aerei tutto il personale - eccetto Sayagyi - sarebbe corso verso i rifugi antiaerei. Sayagyi rimaneva sempre seduto nella sedia del suo ufficio, meditando sempre calmo. Da quel momento io ebbi grande rispetto per la sua forte fedeltà nel Buddha, Dhamma, e il suo kamma.[3]

 

1.   See Anecdotes 36

2.   U Htay Hlaing. Biography of Anagami Saya Thatgyi

3.   Sayagyi U Tint Yee, “What I know about Sayagyi U Ba Khin”, in Anecdotes 93

 

Un esperto in molti campi

 

Nella mattina del 4 Gennaio 1948, Myanmar riacquistò la sua indipendenza dalla Gran Bretagna. Per molta gente del Myanmar, che sentivano come gli insegnamenti del Buddha fossero stati in declino durante il periodo dell’occupazione straniera – 62 anni per la Myanmar più alta e 122 anni per le divisioni di Rakhine e Taninthayi – questa data non soltanto rappresenta il ritorno alla libertà in politica, ma anche libertà per gli insegnamenti. Lo stesso Sayagyi diceva ai suoi discepoli che non soltanto era il giorno dell’indipendenza del Myanmar, ma anche l’indipendenza delBuddha Sasana, e la ricorrenza fu osservata per molti anni come uno dei giorni speciali della tradizione. Fu anche il giorno nel quale Sayagyi U Ba Khin diventò il primo Ragioniere Contabile di un Maynmar indipendente e l’inizio degli anni 60’ fu intenso di attività, sia nel suo ruolo come funzionario civile che come insegnante di meditazione. In quanto a servizio per il Governo, Sayagyi servì come Ragioniere Generale per cinque anni, ritirandosi il 26 Marzo 1953. Egli fu immediatamente re-impiegato dal governo e servì il suo paese in un numero di incarichi ufficiali per undici anni a seguire, spesso ricoprendo due o più posti come capo dipartimento (o l’equivalente) simultaneamente (ed in una occasione occupò quattro di questi incarichi per un anno). Fra la posizioni dove egli fu nominato in quel periodo, cerano: Ufficiale di Servizio Speciale, Revisore dei Conti dell’Ufficio Generale, Presidente del Comitato di Inchiesta Speciale, State Agricultural Marketing Board, Direttore della Revisione Commerciale dei Conti, Ufficiale nei Compiti Speciali, Ministro dello Sviluppo del Commercio, Presidente del SAMB, Vice Direttore Generale del SAMB e Presidente dell'Istituto del Governo per la Formazione nella Contabilità e Revisione dei Conti.

 

Ognuno degli incarichi di Sayagyi arrivò con una grande mole di responsabilità e richiedeva uno sforzo considerevole, incominciando dai suoi impegni come Ragioniere Generale. In questo lavoro a Sayagyi toccò il compito di assumere e formare i concittadini del Myanmar per colmare le numerose offerte di lavoro causate dagli impiegati Indiani ritornati in India dopo la guerra. Come scrisse più tardi il suo vice di quel tempo, quando fu chiamato nell’ufficio di Saygyi per un briefing: “Noi restammo molto impressionati dalla sua tranquillità e dalla sua profonda conoscenza dell’intero Dipartimento.” Egli spiegava che, come dipendente pubblico nel massimo incarico del suo Ufficio, che in precedenza era gestito per il 95% da contabili Indiani, l’immensa responsabilità di riempire l'enorme reparto con i suoi connazionali sarebbe ora ricaduta su di lui.

 

Lui era un amministratore molto deciso con una mente incisiva. Non avrebbe preso niente per concesso a meno che non fosse provato dai dati di fatto. Avrebbe attraversato fasci di casi con facilità, focalizzando sul problema principale, e allora arrivare ad una decisione.[3] Le sue posizioni con lo State Agricultural Marketing Board, che aveva la disponibilità finanziaria più alta di qualunque Dipartimento del Governo, furono particolarmente impegnative. L’anno che Sayagyi fu assunto c’era stata una notevole e cattiva gestione, i libri erano in mora di cinque anni, e il prezzo del riso era sceso precipitosamente, il che aveva gravemente colpito il cambio di Maynmar. L'anno che Sayagyi abbandonò i dazi, le esportazioni di riso del Myanmar raggiunsero un livello record. Sayagyi apparteneva anche e lavorava per un numero di organizzazioni Buddiste durante quegli anni, la maggior parte delle quali erano associate con la pianificazione e l'esecuzione del Sesto Consiglio Buddista tenutosi a Yangon dal 1954 al 1956. Sayagyi era uno fra i molti laici illustri di Myanmar (inclusi il Presidente della Shwedagon Pagoda Trust e alti funzionari governativi) che servirono come soci fondatori del Buddha–Sasana Nuggaha Association e della Tharthana Yeikhta di Yangon, due gruppi incaricati della pianificazione iniziale dei consigli e più tardi assorbiti nel Consiglio dell’Unione del Buddha-Sasana nel 1950. Sayagyi fu eletto per due mandati triennali come membro dell’UBSC e del Chattha San-Gayana Executive Committee – il gruppo responsabile della pianificazione generale e l'esecuzione di tutto il sinodo – e servì anche come Presidente della Commissione per Patipatti (Meditazione Buddista in Pratica).

 

Proprio come l’insegnante d’insegnanti Ven.Ledy Sayadaw, che fu coinvolto da vicino negli affari del Quinto Consiglio Buddista, Sayagyi fu profondamente coinvolto nelle faccende del Sesto. In aggiunta alle due funzioni menzionate qui sopra, Sayagyi fu anche nominato Revisore dei Conti Onorario del Consiglio, responsabile per la supervisione e manutentore di tutti i conti - in carica, in effetti, delle entrate e delle spese per molti milioni di kyats.[4]

 

C’erano numerose spese associate con l’evento: per esempio si doveva acquistare una grande quantità di terra, oltre 170 acri, e molti edifici si dovevano ereggere, sia strutture temporanee che permanenti. Il più grande di questi era una grotta artificiale, conosciuta come il Kaba Aye Maha-Pasana-Guha Sima, per contenere più di cinquemila monaci e altri 10/15.000 discepoli laici. Altri edifici costruiti per l’evento includevano una libreria e museo, il grande e circolare Kaba Aye Maha-Pasana-Guha Sima (per gli atti ufficiali del Sangha), l’ospedale del Sangha, quattro ostelli del Sangha (Jambudipa, Pubbav-videha, Aparagoyana e Uttarakuru – così chiamato per i quattro maggiori continenti, Mahadipa -), un refettorio e lavanderia, un isolato amministrativo, una stampatrice, e alloggi per impiegati e funzionari. Gli edifici e altri preparativi furono ultimati tutti in tredici mesi, costando diversi milioni di kyats. Più di un quarto di milione di persone partecipò ogni giorno al grande evento, a turno, a causa dei loro grandi numeri, partecipando ad eventi in quello che venne ad essere conosciuto come il Kaba Aye Thiri Manganar Hill, sette miglia fuori Yangon.          

 

(continua)

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